{"id":83,"date":"2021-07-23T11:47:13","date_gmt":"2021-07-23T09:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/opl245papers.quivi.it\/?post_type=personaggi&#038;p=83"},"modified":"2021-10-05T11:26:45","modified_gmt":"2021-10-05T09:26:45","slug":"vincenzo-armanna","status":"publish","type":"personaggi","link":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/personaggi\/vincenzo-armanna\/","title":{"rendered":"Vincenzo Armanna"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abSono sposato, ho tre figli: 14, 12 e 5 anni, e lavoro essenzialmente per una societ\u00e0 saudita, si chiama Taj Holding, lavoro nel settore dei trasporti e della logistica, quindi seguo alcuni degli appalti pi\u00f9 grossi che questa societ\u00e0 ha in Arabia Saudita\u00bb. Si \u00e8 presentato cos\u00ec Vincenzo Armanna, imputato e al contempo grande accusatore di Eni, societ\u00e0 per la quale ha lavorato fino al 2013.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dai suoi interrogatori la pubblica accusa avrebbe dovuto trovare conferme alle proprie ipotesi. Invece, alla fine, il Tribunale afferma che \u00abl\u2019imputato non \u00e8 attendibile\u00bb, ha avuto\u00a0 un \u00abatteggiamento ondivago\u00bb e le sue dichiarazioni \u00absono risultate grossolanamente false\u00bb. \u00abIl suo atteggiamento opportunista rivela una personalit\u00e0 ambigua, capace di strumentalizzare il proprio ruolo processuale a fini di personale profitto e, in ultima analisi, denota un\u2019inattendibilit\u00e0 intrinseca\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrato in Eni alla fine del 2006 come advisor per il settore approvvigionamenti, Vincenzo Armanna si \u00e8 occupato di riscrivere alcune procedure dell\u2019azienda e dell\u2019esecuzione di revisioni in Paesi \u201cun po\u2019 particolari\u201d (\u00abc\u2019erano dei contratti non registrati, non catalogati, che avevano dato luogo a delle uscite dalla societ\u00e0 non giustificate\u00bb) come l\u2019Iran.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi nel 2009, ha dichiarato in aula nel corso del processo, \u00abentro come Vice President dell\u2019area sub sahariana sotto il Dottor Casula (Roberto, altro coimputato nel processo Opl 245, assolto in primo grado con formula piena come Vincenzo Armanna e gli altri coimputati)\u00bb. Tra le sue mansioni, c\u2019era quella di seguire l\u2019evoluzione delle leggi in materia di licenze petrolifere in Nigeria. A fronte di questa sua competenza, nell\u2019operazione per aggiudicarsi la licenza Opl 245 Eni gli aveva affidato il ruolo di \u00abproject leader\u00bb che secondo le direttive interne, ricordate in udienza da Armanna, \u00e8 \u00abcolui su cui vengono accentrate tutte le comunicazioni: tutte le comunicazioni arrivavano a me, e la mia responsabilit\u00e0 \u00e8 che tutti i componenti del gruppo e tutte le parti coinvolte nel progetto fossero informate\u00bb. Secondo la ricostruzione di Armanna, Eni aveva estremo bisogno della licenza Opl 245 date le condizioni di crisi in cui versava la propria controllata nigeriana e la qualit\u00e0 del giacimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel maggio 2013, ha raccontato, \u00abEni mi contest\u00f2 380.000 euro di furti\u00bb ed \u00e8 stato per questo allontanato dall\u2019azienda, con una buonuscita da 400 mila euro. Il 30 luglio 2014, due mesi prima di ricevere l\u2019informazione di garanzia (il documento giudiziario che informa una persona di essere indagato, ndr), si \u00e8 presentato spontaneamente presso la Procura della Repubblica di Milano per fare una dichiarazione spontanea \u00abnella quale afferma che la commissione per Obi era in realt\u00e0 una retrocessione di denaro agli italiani e che tutti i dirigenti di Eni erano consapevoli che una parte della somma pagata sarebbe andata &#8220;a beneficio degli sponsor politici dell &#8216;operazione\u201d\u00bb, sintetizza il Tribunale nella sentenza di primo grado. Eppure, ricorda sempre il tribunale, dopo le uscite pubbliche dell\u2019amministratore delegato Claudio Descalzi, in cui quest\u2019ultimo si diceva estraneo ai fatti contestati, Armanna ha rilasciato altre interviste in cui \u00abprecisa che i dirigenti Eni non avevano mai avuto la certezza che una quota di denaro Eni andasse a beneficio degli sponsor politici nigeriani. La destinazione del denaro ai politici, infatti, \u201cnon era una certezza ma un&#8217;ipotesi e un sospetto\u201d\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella che all\u2019inizio \u00e8 un\u2019ipotesi, con il prosieguo del procedimento penale \u00e8 divenuta per Armanna una certezza. Secondo le motivazioni del tribunale, l\u2019ex impiegato sembra abbia voluto ricattare Eni o per rientrare in azienda, oppure per aggiudicarsi qualche lavoro collaterale a Opl 245.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il tribunale evidenzia un conflitto con l\u2019ex superiore Roberto Casula e di conseguenza con Ciro Antonio Pagano, numero uno della societ\u00e0 nigeriana di Eni, entrambi coimputati (assolti in primo grado con formula piena). La vicenda \u00e8 posteriore alla trattativa per Opl 245: ormai allontanato da Eni, Armanna stava lavorando in qualit\u00e0 di consulente per una societ\u00e0 interessata a dei blocchi petroliferi marginali \u00abdell\u2019Eni\u00bb. Armanna per\u00f2 sapeva che, finch\u00e9 ci sarebbe stato Casula, a essere prediletta nelle gare competitive sarebbe stata un\u2019altra societ\u00e0, la Oando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre secondo la lettura del tribunale, \u00abl\u2019unico indizio grave nei confronti dell\u2019imputato (Armanna, ndr) non deriva dalle sue generiche ed inattendibili dichiarazioni, bens\u00ec dal suo coinvolgimento, retribuito a titolo privato con oltre un milione di dollari, nella fase successiva al pagamento del prezzo da parte delle compagnie petrolifere\u00bb. Si tratta di due bonifici, il primo da 200 mila dollari, il secondo da un milione di dollari, che l\u2019imputato ha ricevuto con la causale \u00aberedit\u00e0 Armanna\u00bb nel maggio del 2012 (un anno prima dell\u2019allontanamento di Armanni da Eni).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ordinante era un altro ex ministro nigeriano, Christopher Bayo Ojo: nel 2006 in qualit\u00e0 di ministro della Giustizia \u00e8 stato lui ad assegnare definitivamente la licenza petrolifera Opl 245 alla Malabu. Da semplice avvocato, invece, ha curato una consulenza legale a Dan Etete: \u00e8 il documento in cui si stabilisce che il governo nigeriano avrebbe versato a Malabu Oil &amp; Gas i circa 1,1 miliardi di dollari che Eni avrebbe pagato per diventare comproprietaria insieme a Shell (che gi\u00e0 aveva investito nel giacimento) di Opl 245.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dan Etete ha pagato per la consulenza dell\u2019avvocato Bayo Ojo oltre dieci milioni di dollari. Il denaro trasferito al legale proviene dal versamento che Malabu ha fatto in favore della Rocky Top Resources, societ\u00e0 che era nella disponibilit\u00e0 di Etete (era sua la firma depositata presso la banca dove Rocky Top aveva un conto corrente). Di questi dieci milioni, 1,2 sono stati stornati a Vincenzo Armanna, con la causale dell\u2019eredit\u00e0 per il padre da poco scomparso. Giuseppe Armanna aveva dei beni immobiliari in Kenya e attivit\u00e0 insieme a un vecchio compagno di universit\u00e0, Alberto Soprani. Da questa eredit\u00e0 derivano, secondo Armanna, i 200 mila dollari. Il milione, invece, \u00e8 frutto di un\u2019attivit\u00e0 condotta da Armanna insieme allo stesso ex ministro Bayo Ojo: una vendita di oro nel Delta del Niger. Una storia \u00abimprobabile\u00bb, la giudica il Tribunale, a cercare di giustificare una causale falsa. A copertura di cosa, per\u00f2, non \u00e8 chiaro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sentito da IrpiMedia per una replica, Armanna smentisce la ricostruzione del tribunale di un suo ricatto nei confronti di Eni. L\u2019ex manager di Eni, una volta allontanato dall\u2019azienda italiana, ha continuato a lavorare in Africa cercando di tutelare i suoi interessi, non di rientrare in azienda.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSono sposato, ho tre figli: 14, 12 e 5 anni, e lavoro essenzialmente per una societ\u00e0 saudita, si chiama Taj Holding, lavoro nel settore dei trasporti e della logistica, quindi seguo alcuni degli appalti pi\u00f9 grossi che questa societ\u00e0 ha in Arabia Saudita\u00bb. 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