{"id":134,"date":"2021-08-26T17:47:00","date_gmt":"2021-08-26T15:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/opl245papers.quivi.it\/?post_type=storie&#038;p=134"},"modified":"2021-10-20T15:29:22","modified_gmt":"2021-10-20T13:29:22","slug":"i-misteri-di-piero-amara-intorno-a-opl-245","status":"publish","type":"storie","link":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/storie\/i-misteri-di-piero-amara-intorno-a-opl-245\/","title":{"rendered":"I misteri di Piero Amara intorno a Opl 245"},"content":{"rendered":"<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">Tutte le trame intrecciate dall\u2019avvocato siciliano che affiorano dal fascicolo sulla licenza esplorativa acquistata da Eni e Shell in Nigeria. E il suo rapporto ambivalente con l\u2019imputato-accusatore della societ\u00e0 italiana, Vincenzo Armanna.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">di Lorenzo Bagnoli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Editing: Luca Rinaldi<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 30 luglio 2021 la procura di Milano e il governo federale della Nigeria hanno presentato appello all\u2019assoluzione con formula piena per tutti gli imputati del processo sulla vendita della licenza petrolifera Opl 245. Nell\u2019aprile del 2011 Opl 245 \u00e8 stata ceduta per dieci anni dalla Nigeria alle due compagnie petrolifere Eni e Shell.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La richiesta di appello \u00e8 arrivata nonostante la guerra tra magistrati che sta consumando la procura di Milano, scaturita proprio in seguito dell\u2019assoluzione in primo grado degli imputati del processo Opl 245. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Rispondendo alle nostre richieste di commento, la societ\u00e0 petrolifera di San Donato milanese ha dichiarato che la sentenza di assoluzione in appello con formula piena ottenuta dagli intermediari Emeka Obi e Gianluca Di Nardo ha accertato \u00abin modo irreversibile i fatti e l\u2019insussistenza di qualsivoglia elemento corruttivo nella vicenda OPL 245\u00bb. \u00abTale sentenza &#8211; ha continuato Eni nella nota &#8211; ha messo la parola \u201cfine\u201d sui fatti, rendendo sostanzialmente inutile l\u2019appello proposto dalla procura di Milano contro la sentenza di primo grado di assoluzione piena (con la formula \u201cil fatto non sussiste\u201d) di Eni stessa\u00bb e \u00abdei suoi manager\u00bb<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I due pm del caso Opl 245, Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, sono stati indagati dai colleghi di Brescia per omissioni in fase di indagine. Insieme a loro, anche Francesco Greco, capo della procura di Milano in uscita a novembre 2021, e il sostituto procuratore Paolo Storari, coinvolto in un procedimento parallelo, detto del \u201ccomplotto\u201d: un castello di accuse indirizzate a personaggi di primo piano del mondo dell\u2019oil&amp;gas italiano e nigeriano che avrebbero voluto diffamare l\u2019amministratore Claudio Descalzi per ottenerne la rimozione. Una macchinazione che in realt\u00e0 era tesa solo a fermare il processo milanese.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p>L\u2019innesco dello scontro in procura a Milano<\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">In procura, lo scontro principale ha visto protagonisti proprio Paolo Storari e la procuratrice aggiunta Laura Pedio, molto vicina a Francesco Greco. I due nel 2017 avevano cominciato a indagare su un presunto depistaggio volto a sfilare l\u2019indagine su Opl 245 alla procura di Milano, per consegnarlo invece nelle mani dei magistrati di Trani e Siracusa.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una parte del processo milanese, quella sul depistaggio ai danni della procura di Milano, \u00e8 ancora in corso, mentre a Siracusa e a Trani \u00e8 stato assodato che i depistatori sono riusciti in passato ad accomodare alcune sentenze. Al vertice del gruppo c\u2019era Piero Amara, avvocato siciliano che tra il 2002 e febbraio 2018 (secondo quanto dichiarato da Eni) \u00e8 stato consulente legale esterno di manager e dipendenti di Eni. Piero Amara, al momento in carcere, tramite il suo legale non ha voluto rispondere alle nostre domande, in quanto i temi sono oggetto di indagini preliminari ancora in corso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ai magistrati Pedio e Storari, Piero Amara ha dichiarato di essere parte di una loggia segreta, la Loggia Ungheria, un presunto sistema di potere che aveva lo scopo di gestire nomine, anche interne alle procure e processi. Alcuni dei nomi dei suoi presunti esponenti sono stati pubblicati dal Fatto Quotidiano. Gli annunci di denunce per calunnia e le smentite arrivate al giornale hanno praticamente riguardato chiunque sia stato nominato in quei verbali.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">Da quando \u00e8 apparso nelle cronache giudiziarie italiane, Piero Amara ha mischiato vero, falso e verosimile in dichiarazioni che hanno scompaginato procure e processi, compreso il procedimento Opl 245 e i suoi collegati. \u00abVengo arrestato a febbraio 2018 e vengono contestate due ipotesi di corruzione deboli che potevano essere affrontate nel corso della fase dibattimentali\u00bb, spiegava Amara a Piazzapulita, su La7. \u00abSono stato a Regina Coeli cinque mesi, poi i domiciliari\u00bb, aggiungeva, e dopo \u00abuna riflessione personale e morale\u00bb si \u00e8 convinto a \u00abcollaborare con l&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria\u00bb. Qualche giorno dopo \u00e8 stato poi arrestato una seconda volta, nel giugno 2021, per corruzione in atti giudiziari<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. E ancora la sua credibilit\u00e0 \u00e8 ancora molto in dubbio. Che tra i suoi compiti ci fosse depistare, \u00e8 stato lui ad ammetterlo all\u2019inizio della collaborazione con la giustizia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00abCome ho spiegato nell&#8217;ambito di una gestione naturalmente illecita dei fascicoli, io ritenevo e ritengo e sono in grado di dimostrare che avevo delle informazioni reali in un contesto sostanzialmente inventato\u00bb, ha riassunto Amara a Report in un\u2019intervista del 2019. Massimo Mantovani, capo ufficio legale dell\u2019Eni licenziato a luglio 2019<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, sarebbe stato uno dei soci dei depistaggi di Amara tesi a proteggere l\u2019azienda petrolifera nel corso del processo sulla Nigeria (tesi, questa, fermamente smentita dall\u2019azienda che ha intrapreso anche azioni legali contro l\u2019ex consulente). \u00abLa nomina del Procuratore di Milano \u00e8 stata una delle vicende per le quali mi sono impegnato come associato di Ungheria nell&#8217;interesse di Eni\u00bb, ha dichiarato ai magistrati milanesi nel dicembre del 2019. \u00abMi \u00e8 stato anche riferito da [Michele] Bianco (dell\u2019ufficio legale di Eni, ndr), mentre ero ancora in detenzione, che la [Paola] Severino attraverso [Nerio] Diod\u00e0 (difensori di Claudio Descalzi ed Eni, ndr) aveva avvicinato il presidente del collegio giudicante (Marco Tremolada, ndr) del processo Opl 245 e che questo avrebbe garantito l&#8217;assoluzione entro il marzo 2020 e che il processo si sarebbe svolto velocemente. Non so dire se sia vero che sia stato avvicinato ovvero abbiano millantato; questo \u00e8 quanto mi fu riferito\u00bb. Accuse infamanti subito archiviate dalla procura di Brescia nell\u2019ambito del procedimento che riguarda i magistrati milanesi<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Durante il processo Opl 245, il collegio giudicante ha respinto la richiesta della pubblica accusa di sentire Piero Amara come teste.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le dichiarazioni di Amara ai magistrati milanesi hanno avuto un effetto dirompente sulla procura, ravvivando antichi contrasti. La prima spaccatura ha riguardato Storari-Pedio, i due magistrati incaricati di gestire l\u2019indagine sul \u201ccomplotto\u201d: il primo spingeva per approfondire le dichiarazioni di Amara; la seconda voleva fare altri accertamenti prima di continuare a insistere negli interrogatori con Amara. Storari leggeva queste titubanze come una una ritrosia a iscrivere nel registro degli indagati nomi eccellenti della presunta loggia. Cos\u00ec il magistrato ha deciso di inviare i verbali (non firmati) a un consigliere del Consiglio superiore della magistratura, Piercamillo Davigo, perch\u00e9 valutasse il da farsi. Questa mossa gli \u00e8 costata l\u2019iscrizione al registro degli indagati a Brescia per rivelazione del segreto istruttorio.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p>Una serie di menzogne<\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">Amara \u00e8 un personaggio insondabile. Al di l\u00e0 del proprio tornaconto, \u00e8 difficile comprendere chi siano i suoi mandanti. A giudicare dai nomi di alcuni suoi ex soci e dalle sue frequentazioni, ha una rete di legami particolarmente solida con il mondo che gravita intorno a Matteo Renzi e Denis Verdini (in particolare Luca Lotti, che <\/span><a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/csm-lotti-da-amara-false-dichiarazioni-su-di-me-valuto-querela_2zko36sKM4q8rD3eJoxlTN\"><span style=\"font-weight: 400;\">ha smentito<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, e Cosimo Ferri, deputato di Italia Viva), ma ha anche contatti con persone vicine al Pd<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Il primo patteggiamento di Piero Amara con la giustizia risale al 2009:11 mesi per \u00abaccesso abusivo a sistema informatico\u00bb della Procura antimafia di Catania<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel processo sul cosiddetto complotto per fermare il processo Opl 245, ci sono sostanzialmente due elementi che la procura di Milano doveva indagare: il primo riguarda l\u2019esistenza di un complotto contro Descalzi, il secondo l\u2019esistenza di un\u2019attivit\u00e0 di depistaggio per insabbiare il processo. La materia prima da lavorare per le indagini \u00e8 la stessa: due documenti pressoch\u00e9 identici consegnati prima alla procura di Trani poi a quella di Siracusa allo scopo di far partire un\u2019indagine in queste due procure.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I due documenti, consegnati alle procure in Puglia e in Sicilia all\u2019inizio del 2015, indicavano \u00abl&#8217;esistenza di una associazione per delinquere che, con l&#8217;intento di destabilizzare i vertici dell&#8217;Eni Spa, e di sostituire l&#8217;allora ad Descalzi Claudio con Vergine Umberto, avrebbe posto in essere campagne stampa diffamatorie nei confronti dell&#8217;ad\u00bb<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Umberto Vergine \u00e8 amministratore delegato di Saipem, societ\u00e0 controllata al 30% da Eni, che proprio in quanto azionista (all\u2019epoca principale) di Saipem \u00e8 stata chiamata a giudizio nel 2010 nell\u2019ambito del processo per corruzione internazionale in Algeria (societ\u00e0 e manager sono stati tutti assolti)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019attivit\u00e0 di diffamazione, continua il falso report, sarebbe stata appoggiata dai membri indipendenti del consiglio di amministrazione Luigi Zingales e Karina Litvack, critici nei confronti delle norme anticorruzione dell\u2019azienda. Stavano spingendo affinch\u00e9 alcune valutazioni sulla compliance aziendale fossero assegnate a consulenti esterni da Eni. Email diffamatorie con destinatari membri del consiglio di amministrazione della societ\u00e0 e qualche giornalista circolavano almeno a partire da marzo 2014<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Insieme a loro, il falso report indica due avvocati, Bruno Cova (avvocato di Shell nel processo Opl 245) e Luca Santa Maria (primo avvocato di Vincenzo Armanna nel processo Opl 245) come i tramiti attraverso cui contattare \u00abappartenenti ai servizi segreti nigeriani ai quali sarebbe spettato il compito di inviare, ai componenti del Cda di Eni Spa (e non solo ad essi), e &#8211; mail anonime contenenti ipotesi calunniose ai danni di Descalzi Claudio\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa attivit\u00e0 di dossieraggio sarebbe stata decisa in una riunione dell\u2019estate 2014, a cui avrebbe partecipato tra gli altri Pietro Varone, manager di Saipem Algeria, licenziato dall\u2019azienda sette mesi prima dell\u2019arresto avvenuto nel luglio del 2013<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (licenziamento ritenuto un anno dopo illegittimo dal tribunale del lavoro)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> che oggi, stando alla sua pagina Linkedin, lavora come consulente tra Africa e Medio Oriente<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Sulle dichiarazioni di Varone si \u00e8 basata una parte importante dell\u2019accusa contro Saipem ed Eni. Il suo ruolo \u00e8 paragonabile a quello di Vincenzo Armanna, l\u2019altro imputato-accusatore del processo per la licenza Opl 245. Pietro Varone, infatti, \u00abriferiva del coinvolgimento degli indagati Paolo Scaroni (all\u2019epoca numero uno di Eni, ndr), Antonio Vella (top manager di Eni che nel febbraio 2020 ha lasciato Eni per entrare in Lukoil, ndr)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> e della societ\u00e0 Eni Spa , nella vicenda oggetto del procedimento\u00bb, si legge in un decreto di perquisizione del fascicolo sul complotto.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Entrambi gli ex manager, Varone e Armanna, sono stati allontanati nel 2013 dalle proprie aziende ed entrambi, ciascuno a suo modo, non sono stati ritenuti credibili dai giudici. A settembre del 2017 Vergine, Litvack e Zingales sono stati archiviati a Milano per il reato di diffamazione<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p>L\u2019incontro del 28 luglio 2014 e le relazioni con Armanna<\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro sono stati iscritti nel registro degli indagati a Brescia (che indaga per i reati commessi dai magistrati di Milano) per la gestione di un elemento di prova nell\u2019ambito del processo Opl 245: un video registrato da Piero Amara il 28 luglio 2014 attraverso una telecamera nascosta. Vincenzo Armanna ha dichiarato di essere a conoscenza dell\u2019esistenza del video solo da aprile 2019<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Dal fascicolo giudiziario si apprende che anche Eni a quella data era a conoscenza del video: l\u2019azienda ne fa accenno in u<\/span><a href=\"https:\/\/aleph.occrp.org\/entities\/85061bcdb072e412fe695fa371cb4ee9f5d3803c.b7cf363cbbea69b79bd45596c7916712bd943c2e#mode=view&amp;page=5\"><span style=\"font-weight: 400;\">na risposta alla redazione di Report<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, in vista della messa in onda della puntata del 15 aprile 2019 intitolata \u201c<\/span><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2019\/04\/Report-d97d4fcc-e1f1-458a-93bf-8d937c3b5691.html\"><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019Amara Giustizia<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"803\" src=\"https:\/\/opl245papers.quivi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/fotogramma-amara-armanna-edit-1024x803.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-246\" srcset=\"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/fotogramma-amara-armanna-edit-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/fotogramma-amara-armanna-edit-300x235.jpg 300w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/fotogramma-amara-armanna-edit-768x602.jpg 768w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/fotogramma-amara-armanna-edit-1536x1204.jpg 1536w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/fotogramma-amara-armanna-edit.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Un fotogramma del video ripreso da una telecamere nascosta il 28 luglio 2014 presso gli uffici della societ\u00e0 STI Spa a Roma. Nel fotogramma si vedono Piero Amara, di spalle, e Vincenzo Armanna, di fronte a lui.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019immagine \u00e8 fissa su una stanza con un arredo curioso e una scrivania sul fondo. \u00c8 un locale della societ\u00e0 STI Spa di Ezio Bigotti, imprenditore che farebbe parte dell\u2019associazione a delinquere guidata da Piero Amara, successivamente arrestato nel febbraio del 2019 nell\u2019ambito dell\u2019indagine della procura di Messina sul sistema corruttivo di Amara. \u00c8 quello che \u00e8 passato nelle cronache giudiziarie come Sistema Siracusa, un sistema di potere parallelo<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, che aveva tra i suoi obiettivi condizionare la gestione degli appalti milionari di Consip, la stazione appaltante nazionale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sul lato cieco \u00e8 seduto Vincenzo Armanna, da poco licenziato dall\u2019azienda (annota il tribunale nelle motivazioni); sul lato corto opposto, l\u2019avvocato Piero Amara, allora consulente esterno di Eni. I due affermano di conoscersi da quell\u2019estate del 2014<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Seduti uno accanto all\u2019altro, di fronte ad Armanna, ci sono Andrea Peruzy, manager pubblico e segretario della fondazione di Massimo D\u2019Alema Italianieuropei e Paolo Quinto, esponente del Pd &#8211; anche lui vicino a Massimo D\u2019Alema e Anna Finocchiaro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo quanto Armanna ha dichiarato al giornalista Claudio Gatti e poi riportato nel libro Enigate, Peruzy e Quinto avrebbero presentato Amara ad Armanna proprio durante quell\u2019estate del 2014. Armanna all\u2019epoca era consulente di diverse aziende in Nigeria e voleva lavorare insieme alla Shoreline Natural Resources Limited, societ\u00e0 dell\u2019imprenditore nigeriano Kola Karim. Quest\u2019ultimo, nominato pi\u00f9 volte nella conversazione come KK, voleva aggiudicarsi grazie ad Armanna alcuni blocchi petroliferi secondari in Nigeria<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le licenze esplorative coprono sempre aree molto estese, che poi vengono ritagliate in aree di sfruttamento. Ci sono quelle principali, che producono moltissimo, e quelle secondarie. Queste ultime sono considerate spesso dalle societ\u00e0 petrolifere poco redditizie. Lo Stato nigeriano, quindi, se ne riappropria e le riassegna ad aziende autoctone. La \u201cproposta KK\u201d perorata da Armanna sarebbe stata un\u2019alternativa, al prezzo di 900 milioni di dollari.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo l\u2019interpretazione del tribunale, \u00absi evince che Armanna aveva interesse a \u201ccambiare i capi della Nigeria\u201d per sostituirli con uomini di suo gradimento ed essere cos\u00ec agevolato negli affari\u00bb. Data la tensione con l\u2019ex manager, infatti, Eni non avrebbe permesso che l\u2019operazione si completasse, circostanza che poi si \u00e8 effettivamente verificata: i blocchi marginali non sono finiti a Kola Karim.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel libro Claudio Gatti ritiene di avere diversi indizi che facciano pensare a un coinvolgimento diretto di Vincenzo Armanna nella costruzione del falso \u201ccomplotto\u201d, in quanto parte della \u201ccricca\u201d legata ad Amara. Dal canto suo, Armanna replica che i contatti con Amara si sono del tutto interrotti dopo il primo arresto dell\u2019avvocato siciliano, nel febbraio 2018, e si ritiene la principale vittima della trappola di Amara.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sull\u2019omissione del video nel fascicolo del pm i giudici hanno mosso pesanti critiche nei confronti della procura. La pubblica accusa, infatti, non ha ritenuto necessario produrre il documento nell\u2019ambito del processo, ritenenedolo l\u2019ennesima prova della spacconeria di Armanna. Per altro, quando le difese nel luglio 2019 hanno sollevato il tema, \u00abi pubblici ministeri, pur essendo stati informati dell&#8217;esistenza e del contenuto della videoregistrazione nell&#8217;ambito del doveroso coordinamento tra le indagini all&#8217;interno dell&#8217;ufficio [&#8230;] non erano in possesso del documento\u00bb. Al contrario, \u00aballa data del 23 luglio 2019 il documento era indubitabilmente, da molto tempo, in possesso dei difensori\u00bb, che infatti alla fine ne hanno ottenuto l\u2019acquisizione.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p>La \u00abvalanga di merda\u00bb<\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019espressione al centro dello scontro giudici-pubblici ministeri \u00e8 \u00abvalanga di merda\u00bb, utilizzata da Armanna durante l\u2019incontro. Ci sono due modi di intenderla: da un lato quello della procura, secondo cui era riferita a una serie di articoli usciti su Il Sole 24 Ore a firma di Claudio Gatti tra settembre e ottobre 2014 e un\u2019intervista dello stesso Armanna a Carlo Bonini su Repubblica dell\u2019ottobre 2014. L\u2019interpretazione del tribunale invece, in linea con quanto sottolineato dalle difese, evidenzia come due giorni dopo l\u2019incontro Armanna si sia presentato spontaneamente in procura per una dichiarazione spontanea. L\u2019ex manager ha sempre dichiarato che nessuno sapeva del suo appuntamento al Palazzo di giustizia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 difficile stabilire con esattezza i confini della relazione tra Armanna e Amara, soprattutto da quando quest\u2019ultimo ha iniziato a sciorinare i nomi dei presunti associati alla Loggia Ungheria sottraendosi poi alle domande dei giornalisti. Di certo Armanna ha incassato dei bonifici dalla STI Spa di Enzo Bigotti, imprenditore vicino ad Amara, a fine 2014 cos\u00ec come altrettanto certamente Piero Amara ha incassato commissioni dalla Fenog, societ\u00e0 del settore petrolifero nigeriana per la quale lavorava Vincenzo Armanna. Per un certo periodo, quindi, i due hanno effettivamente lavorato insieme. Al di l\u00e0 di queste circostanze, non \u00e8 chiaro per\u00f2 quali altri vantaggi reciproci abbiano avuto i due dalla collaborazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alla fine del dibattimento, \u00e8 chiaro che Armanna sia ritenuto \u00abinaffidabile\u00bb dal tribunale, mentre nell\u2019appello i pm ribadiscono che questa valutazione, a loro avviso, \u00e8 legata solo alla videoregistrazione del 28 luglio 2014. Sulla poca credibilit\u00e0 di certi passaggi, la stessa polizia giudiziaria aveva gi\u00e0 per altro definito \u00abevidenti discrasie\u00bb delle dichiarazioni di Armanna che non combaciavano gi\u00e0 allora con quanto ritrovato nei computer dell\u2019imputato<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al netto delle incongruenze fatte emergere da tribunale e polizia giudiziaria, un fatto resta: negli ultimi due minuti della registrazione video del 28 luglio 2014 si evince che l\u2019ex manager Vincenzo Armanna non sapesse nulla della registrazione. Si \u00e8 anche aperto uno scontro con Amara proprio in virt\u00f9 di quella e altre registrazioni \u201crubate\u201d. I due arriveranno a minacciarsi di morte a causa di altre registrazioni simili, come ha confermato nei suoi verbali lo stesso Amara.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":0,"template":"","class_list":["post-134","storie","type-storie","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/storie\/134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/storie"}],"about":[{"href":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/storie"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}