{"id":147,"date":"2021-09-09T15:50:47","date_gmt":"2021-09-09T13:50:47","guid":{"rendered":"https:\/\/opl245papers.quivi.it\/?post_type=storie&#038;p=147"},"modified":"2022-01-11T09:43:38","modified_gmt":"2022-01-11T08:43:38","slug":"le-trattative-oltre-opl-245","status":"publish","type":"storie","link":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/storie\/le-trattative-oltre-opl-245\/","title":{"rendered":"Le trattative oltre Opl 245"},"content":{"rendered":"<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">In un anonimo foglio di agenda ritrovato dalla polizia svizzera c\u2019\u00e8 uno schema che allarga il perimetro delle trattative collegate a Opl 245. Conduce a nuovi personaggi che non sono stati indagati nel processo milanese e illumina alcuni aspetti del \u201ccomplotto\u201d.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">di Lorenzo Bagnoli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Editing: Luca Rinaldi<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/dal-manoscritto-al-complotto-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-225\" srcset=\"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/dal-manoscritto-al-complotto-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/dal-manoscritto-al-complotto-300x169.jpg 300w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/dal-manoscritto-al-complotto-768x432.jpg 768w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/dal-manoscritto-al-complotto-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/dal-manoscritto-al-complotto.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra le migliaia di pagine del fascicolo processuale di Opl 245, ci sono diversi appunti manoscritti. Due di queste pagine sono state rinvenute dalla polizia svizzera durante una perquisizione nell\u2019ottobre del 2015 all\u2019ufficio di una societ\u00e0 fiduciaria, avvenuta su richiesta della procura di Milano. A differenza di altri appunti, questi alla fine non sono stati discussi in dibattimento. Sono scarabocchi anonimi, in inglese, di cui la lettura \u00e8 molto difficile, per quanto utile. L\u2019unico dato che si conosce \u00e8 che provengono dalla Emmgi, societ\u00e0 fiduciaria impiegata da Gianfranco Falcioni a Lugano. Imprenditore dagli inizi degli anni Ottanta in Nigeria, Falcioni \u00e8 anche viceconsole onorario della citt\u00e0 di Port Harcourt, in una regione ricca di petrolio.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da qui era stata aperta la Petrol Service Co Ltd, una societ\u00e0 veicolo canadese costituita da Falcioni e dai suoi soci in seguito all\u2019introduzione in Nigeria di una legge a tutela della manodopera locale. Questa precisazione, presentata a processo dalle difese, ha smontato la tesi accusatoria secondo cui Petrol Service era solo una scatola vuota costituita allo scopo di corrompere dei pubblici ufficiali in Nigeria. La societ\u00e0 ha avuto vita breve, a cavallo tra il 2010 e il 2011. \u00c8 rientrata nella vicenda Opl 245 in qualit\u00e0 di primo possibile <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">escrow agent<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, cio\u00e8 soggetto terzo a garanzia della transazione, tra il governo nigeriano e la Malabu Oil &amp; Gas di Dan Etete, l\u2019ex ministro del petrolio nigeriano. Petrol Service avrebbe dovuto girare il denaro pagato da Eni al governo nigeriano alla societ\u00e0 di Etete. \u00c8 stata un candidato \u201cpossibile\u201d perch\u00e9 alla fine la banca prescelta, la Banca Svizzera Italiana, ha considerato l\u2019operazione non conforme sotto il profilo dell\u2019antiriciclaggio. Dan Etete, infatti, \u00e8 pregiudicato per reati di questo genere: pesa sul suo nome una condanna del 2006 in Francia.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Seppur \u201cfallito\u201d, questo schema aiuta a individuare certe relazioni tra i protagonisti delle trattative. Aiuta a capire le relazioni tra Falcioni e i manager di Eni, compreso Vincenzo Armanna, l\u2019imputato le cui accuse non sono state giudicate attendibili dal collegio giudicante del tribunale di Milano. Uno dei motivi \u00e8 legato proprio alle omissioni di alcune relazioni chiave, come quella con Falcioni. Questo schema illumina anche alcune vicende oscure dalle quali ha poi avuto origine il cosiddetto \u201ccomplotto\u201d. Ricordiamo che tutti gli imputati del processo Opl 245 sono stati assolti in primo grado con formula piena.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p class=\"western\">Lo schema<\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p class=\"western\"><span style=\"font-weight: 400;\">Gli appunti sono scritti su un\u2019agenda da tavolo settimanale intestata a un\u2019azienda del comasco. A sinistra si legge un elenco, suddiviso in quattro blocchi. Il primo rappresenta gli attori \u201cistituzionali\u201d della Nigeria: FGN, il governo federale della NIgeria; il ministero del petrolio, delle finanze e della giustizia. Un secondo blocco indica tutte le societ\u00e0 del gruppo Shell che compaiono nell\u2019accordo: la casa madre,\u00a0 Shell Nigeria Ultra Deep (Snud); Shell Nigeria Exploration and Production Company Limited (Snepco) e Shell Petroleum Development Company of Nigeria (Spdc). Sotto c\u2019\u00e8 il gruppo Eni: casa madre con le due controllate nigeriane Nae e Naoc. Per ultimo, staccato \u00e8 segnato Nnpc, Nigeria National Petroleum Corporation, la compagnia petrolifera di Stato nigeriana. \u00c8 la controparte in ogni operazione petrolifera in Nigeria.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/opl245papers.quivi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/signal-2021-08-27-102755_001-1024x575.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-182\" srcset=\"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/signal-2021-08-27-102755_001-1024x575.jpeg 1024w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/signal-2021-08-27-102755_001-300x169.jpeg 300w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/signal-2021-08-27-102755_001-768x432.jpeg 768w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/signal-2021-08-27-102755_001-1536x863.jpeg 1536w, https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/signal-2021-08-27-102755_001.jpeg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p class=\"western\"><span style=\"font-weight: 400;\">Una grossa parentesi graffa collega l\u2019elenco a Malabu Oil &amp; Gas, proprietaria della licenza petrolifera Opl 245. Tra parentesi \u00e8 aggiunto \u201cOml 245\u201d. Le Oml sono le licenze di mining, cio\u00e8 di estrazione. Sono quelle che si negoziano finita la fase esplorativa per sfruttare un giacimento e iniziare a estrarre del greggio. Nello schema si legge che Opl 245, in una data scarabocchiata che inizia con \u201c19\u201d, ha un valore di 25 milioni di dollari. La licenza Opl 245 \u00e8 stata assegnata la prima volta a Malabu nel 1998, poi tolta e riassegnata con il susseguirsi dei governi. La vicenda, per altro, \u00e8 ancora oggetto di un procedimento giudiziario in Nigeria. Sotto a questa riga, si legge che la licenza nel 2011 ha un valore di 1.450 milioni di dollari, 1,45 miliardi. Alla cifra si arriva attraverso un&#8217;altra somma di altri tre valori: 1,092 miliardi di dollari (che in parentesi vengono attribuiti a Malabu); 207 milioni di dollari (che in parentesi vengono attribuiti al governo della Nigeria) e altri 140 milioni di dollari (che in parentesi vengono attribuiti a Snud). Queste cifre ricalcano esattamente quello che poi sar\u00e0 l\u2019accordo finale tra Eni, Shell e il governo per il pagamento di Opl 245. <\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p>Energy Equipment and Services e i vecchi contrasti con Eni<\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p class=\"western\"><span style=\"font-weight: 400;\">La parte pi\u00f9 interessante dello schema, per\u00f2, va cercata accanto a questi nomi di cui si \u00e8 ampiamente discusso durante tutto il dibattimento. Il primo elemento \u00e8 costituito da tre lettere, segnate accanto alla parentesi graffa, prima della parola Malabu: Ees. Questa sigla \u00e8 ripetuta due volte, una di seguito all\u2019altra, in due blocchi rettangolari. Ees sta per Energy Equipment and Services Ltd, una societ\u00e0 che svolge appalti di manutenzione in Nigeria di propriet\u00e0 di Falcioni. Fa parte della galassia di Alcon Nigeria, la principale azienda di Falcioni, che si occupa di logistica nel settore petrolifero. Ees non \u00e8 toccata direttamente dall\u2019operazione Opl 245. C\u2019\u00e8 tuttavia una coincidenza: a cavallo tra maggio e giugno del 2011 fallisce il tentativo di far passare gli 1,092 miliardi di dollari che il governo nigeriano vuole recapitare a Malabu attraverso Petrol Service, mentre il 20 giugno 2011 un\u2019altra societ\u00e0 di Falcioni, Ees, ottiene da Eni Nigeria un appalto per la manutenzione dell\u2019ufficio di Abuja<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come analizzato dalla Guardia di finanza, Alcon ha tra i suoi clienti principali anche Eni e Saipem. I rapporti con Eni sono burrascosi da tempo, come dice tra l\u2019altro un ex manager di Falcioni in udienza<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Secondo Vincenzo Armanna \u00e8 stato scelto comunque il viceconsole onorario per perfezionare l\u2019operazione non solo per scelta di Eni, ma anche in quanto figura gradita alla controparte nigeriana. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra le corrispondenze email nel fascicolo processuale, ce ne sono diverse tra i\u00a0 manager di Eni e Alcon, anche per vicende che non riguardano direttamente Opl 245. Negli scambi &#8211; risalenti sempre a met\u00e0 del 2011 &#8211; si percepiscono forti tensioni tra Falcioni e i manager Eni<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. L\u2019imprenditore se la prendeva con Ciro Pagano, il principale manager di Eni in Nigeria<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, e, in un\u2019altra mail di settembre<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> con \u201cStefano\u201d, ovvero Stefano Pujatti, collega di Pagano e di Roberto Casula, il manager pi\u00f9 in alto per l\u2019Africa occidentale. L\u2019Alta Corte di Abuja, nell\u2019ambito del suo processo nigeriano su Opl 245, ad aprile 2019 ha spiccato un mandato d\u2019arresto per Pujatti e Casula<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Pujatti invece non \u00e8 stato indagato in Italia.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Falcioni ogni volta che doveva risolvere un problema con Eni, si rivolgeva ad Armanna, all\u2019epoca ancora manager di Eni in Nigeria, con il quale si lasciava andare anche giudizi ed esternazioni. Falcioni era un\u2019istituzione in Nigeria, vista la sua lunghissima permanenza nel Paese. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado si legge che l\u2019unico contatto tra Eni e Petrol Service \u00e8 stato sempre e solo Armanna.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche secondo la Guardia di Finanza di Milano, incaricata delle indagini, le sue dichiarazioni sulla relazione con Falcioni \u00abappaiono volutamente riduttive e reticenti\u00bb<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> se confrontate con il materiale informatico sequestrato. L\u2019ex manager di Eni, per\u00f2, in udienza ha dichiarato di aver conosciuto Falcioni attraverso Roberto Casula<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> e ha aggiunto di essere stato informato da Stefano Pujatti del fatto che Falcioni fosse beneficiario ultimo di Petrol Service. A quel punto, ha riferito Armanna, ha cercato di \u00abmettere in piedi un\u2019azione per impedire che questo bonifico avesse successo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il motivo: la banca scelta da Falcioni, BSI, \u00ab\u00e8 una banca molto piccola, un bonifico da un miliardo \u00e8 come mettere una nave da crociera nel lago di Bracciano. [&#8230;] La cosa pi\u00f9 grave \u00e8 che la BSI era controllata dal gruppo Generali e nel consiglio di amministrazione del gruppo Generali c\u2019era il dottor Scaroni\u00bb. Per Armanna la presenza del collegamento con Paolo Scaroni era \u00abun rischio reputazionale gigantesco\u00bb per Eni. Prosegue: \u00abLo schema era nuovamente sbagliato perch\u00e9 era una banca riconducibile alla sfera degli italiani e direttamente in un qualche modo influenzabile dall\u2019amministratore delegato dell\u2019Eni, quindi era un\u2019operazione assolutamente inaccettabile\u00bb. Su questa vicenda non ci sono stati ulteriori chiarimenti, in aula. A prescindere dall\u2019intervento di Armanna, \u00e8 certo comunque l\u2019operazione con BSI sia saltata perch\u00e9 la banca non ha ritenuto che rispettasse le norme antiriciclaggio.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p>Il lato destro dell\u2019appunto<\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p class=\"western\"><span style=\"font-weight: 400;\">Torniamo allo schema. Sull\u2019estremit\u00e0 destra del manoscritto, accanto al valore della licenza esplorativa nel 2011, l\u2019autore anonimo ha disegnato due frecce che riportano una a Eni e una a Shell, proprietarie al 50% di Opl 245. In mezzo a loro un\u2019altra sigla: Fpso. \u00c8 un acronimo inglese che sta per unit\u00e0 galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico. In pratica \u00e8 la nave collegata alla piattaforma petrolifera, usata per stoccare il greggio: un investimento fondamentale per rendere produttivo un pozzo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche in questo caso \u00e8 un mistero perch\u00e9 appaia in uno schema che sintetizza le parti in causa per il negoziato sulla licenza di prospezione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una freccia collega la parola Fpso a due stime del valore: 10 miliardi e 60 miliardi. Si tratta presumibilmente di dollari. La prima si riferisce all\u2019unit\u00e0 galleggiante, la seconda al pozzo. \u00c8 Vincenzo Armanna, nell\u2019udienza del 23 luglio 2019, a ricordare di aver riportato questa stima anche all\u2019incontro con l\u2019avvocato siciliano ed ex consulente legale esterno di manager e dipendenti Eni Piero Amara del 28 luglio 2014: \u00ab [&#8230;] Io ho parlato di 10 miliardi di investimento che l\u2019Eni e la Shell avrebbero dovuto fare, il blocco pi\u00f9 grande per questo sviluppo \u00e8 una nave, una FPSO\u00bb<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La gara per trovare un fornitore dell\u2019unit\u00e0 galleggiante \u00e8 stata bandita due volte, una prima nel 2016 e una seconda nel 2017<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Data l\u2019offerta, sulla carta sembrava certo che se la aggiudicasse Saipem, in joint venture insieme a l\u2019olandese Blue Water<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">: il consorzio con la societ\u00e0 controllata da Eni avrebbe permesso un risparmio di circa 2 miliardi di dollari. Per altro a bandire la gara era proprio Eni Nigeria. \u00abSostanzialmente aveva vinto la Saipem, con un\u2019offerta di circa 5,3 miliardi\u2026\u00bb, stava spiegando Armanna sempre durante l\u2019udienza del 23 luglio 2019<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, prima di essere interrotto. Di questa informazione si trovano riscontri nella stampa locale nigeriana dell\u2019epoca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tuttavia quel \u00absostanzialmente\u00bb \u00e8 cruciale: come ha riportato il giornale La Verit\u00e0 nel dicembre del 2018, Saipem e Blue Water sono in realt\u00e0 state estromesse dall\u2019ultima gara di cui abbiamo notizia, quella del 2017, forse perch\u00e9 garantivano meno lavoro ai locali<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. C\u2019era quindi un problema con i criteri nigeriani delle gare di subappalto per lavori di quel genere. Nel giugno 2018 un gruppo anticorruzione nigeriano, Gmac, ha scritto una lettera aperta al presidente nigeriano Mohamed Buhari per chiedere che su questa procedura di affidamento si aprisse un\u2019inchiesta in Nigeria<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Le ultime informazioni sull\u2019esito della gara per la Fpso Eni le ha fornite nel 2019, rispondendo alle domande durante l\u2019assemblea degli azionisti: la gara, all\u2019epoca, era ancora in corso. Non ci sono novit\u00e0 che Eni pu\u00f2 condividere, scrive l\u2019azienda in una nota di risposta alle nostre domande, \u00abin ragione degli obblighi di confidenzialit\u00e0 richiesti dallo svolgimento del procedimento arbitrale\u00bb che la societ\u00e0 ha aperto a Washington contro il governo della Nigeria.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo le offerte presentate nel 2017, c\u2019erano due alternative a Saipem, di cui la pi\u00f9 accreditata era ritenuta quella presentata da Bumi Armada, societ\u00e0 malese, insieme a Century Group. Quest\u2019ultima \u00e8 nigeriana e appartiene al nipote di Dan Etete, Ken, beneficiario di parte dei soldi che il governo nigeriano ha versato a Malabu e poi a una serie di altre societ\u00e0 e persone<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. In piena fase di negoziati, in email interne di Shell alcuni consulenti della societ\u00e0 anglo olandese adombrano anche l\u2019ipotesi che Ken possa essere vicino, non \u00e8 chiaro in che modo, alla societ\u00e0 di Emeka Obi, uno dei mediatori che ha cercato di trarre profitto dal negoziato per Opl 245.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da fonti stampa, risulta che la sua azienda sia l\u2019unica nigeriana a possedere due Fpso. L\u2019altra \u00e8 impiegata, dal 2016<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, per stoccare greggio estratto dai giacimenti che si trovano all\u2019interno di un\u2019altra licenza, la Oml 119<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Qui dal 2000 Eni ha un contratto di servizio insieme alla societ\u00e0 petrolifera nazionale nigeriana<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. \u00c8 un\u2019altra storia rispetto a quella di Opl 245, eppure i protagonisti sono sempre gli stessi e i tempi dei negoziati coincidono con quelli della licenza incriminata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come ha ricordato nell\u2019arringa difensiva l\u2019avvocata Paola Severino, legaledi Claudio Descalzi, quella licenza \u00e8 infatti stata al centro degli incontri tra il presidente nigeriano Goodluck Jonathan e Paolo Scaroni nell\u2019agosto 2010, molto pi\u00f9 di Opl 245<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. In una mail dell\u2019aprile 2011, il manager Roberto Casula aveva informato lo stesso Claudio Descalzi (il quale a sua volta ha inoltrato il messaggio al numero uno Paolo Scaroni) della discussione tra lo stesso Casula e Goodluck Jonathan a febbraio 2011, allo scopo, tra le altre cose, di estendere il \u00abService Contract a tutta l\u2019area della OML 119\u00bb. La produzione del blocco Oml 119 avrebbe inoltre permesso il raddoppio dell\u2019impianto elettrico di Okpai<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, nello Stato meridionale del Delta, che sar\u00e0 poi affidata a dicembre 2018 proprio a Saipem e Fenog Nigeria, societ\u00e0 nigeriana attiva nel settore della posa dei tubi per il settore petrolifero. Il presidente di quest\u2019ultima \u00e8 Matthew Tonlagha<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, imprenditore nigeriano che \u00e8 in strette relazioni con Armanna (quest\u2019ultimo lo definisce un amico e nelle email si chiamano \u201cbrother\u201d, fratello). \u00abI rapporti di appalto tra la controllata del gruppo Eni in Nigeria e la Societ\u00e0 Fenog &#8211; replica l\u2019ufficio stampa di Eni in una nota &#8211; sono stati interrotti prima di giugno 2019. Fenog \u00e8 stata anche da tempo cancellata dall\u2019albo dei fornitori del gruppo. Pende un arbitrato di Eni contro Fenog per la restituzione ad Eni di rilevanti somme non dovute\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tonlagha \u00e8 stato anche a Roma nel novembre del 2014: secondo <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">quanto riferito da Piero Amara, interrogato dagli inquirenti, avrebbe dovuto incontrare uno dei top manager di Eni, Claudio Granata, insieme a Vincenzo Armanna, per farsi pagare degli arretrati<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. \u00abLa materia \u00e8 tuttora coperta da segreto istruttorio e non comprendiamo da quale fonte abbiate potuto attingere le informazioni di cui chiedete\u00bb, \u00e8 la risposta di Eni. La nostra fonte \u00e8 il decreto di perquisizione\u00a0 ai danni di Piero Amara che si trova depositato nel fascicolo. La societ\u00e0 poi precisa: \u00abEni e Claudio Granata, in ogni caso, escludono nella maniera pi\u00f9 tassativa di avere mai preso parte ad incontri siffatti\u00bb e ricordano della denuncia presentata da azienda e manager \u00abcompreso Claudio Granata, per le dichiarazioni calunniose rese in pi\u00f9 ambiti di indagine\u00bb. Inoltre da luglio 2019 Eni ha in cors una \u00abcausa civile contro Piero Amara per i danni alla propria reputazione, causa che \u00e8 tuttora in corso\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019incontro con Granata \u00e8 stato smentito di recente dagli elementi emersi durante l\u2019inchiesta di Brescia a carico di Paolo Storari, il pm incaricato di seguire l\u2019inchiesta sul \u201ccomplotto\u201d, riporta il Corriere della Sera<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Resta tuttavia il fatto che proprio nel 2014 Fenog aveva concluso dei lavori per conto di Eni Nigeria<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Dopo essere stato licenziato da Eni, Armanna ha lavorato spesso con Fenog, in particolare negli anni tra 2014 e 2015<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\nIl 15 giugno 2021 il Corriere della Sera ha scritto che Tonlagha \u00e8 stata interrogato dalla pm milanese Laura Pedio, titolare del fascicolo sul \u201ccomplotto\u201d. Secondo quanto risulta al Corriere, Armanna avrebbe anche cercato di \u201cindottrinare\u201d Tonlagha in merito sia alle domande che gli sarebbero state poste, sia in merito alle risposte da fornire. L\u2019ipotesi della procura \u00e8 che Armanna stesse cercando di farsi pagare per ritrattare le sue iniziali accuse nei confronti della societ\u00e0 proprio attraverso le consulenze in Fenog. Anche Amara, stando alle sue dichiarazioni, avrebbe iniziato a fare affari con Fenog grazie ad Armanna. <\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"lg:text-36 text-30 texgyreheros-cn-regular uppercase\"><p>Il \u201cbarone\u201d del petrolio<\/p>\n<\/div>\n    <\/section>\n\n<section>\n            <div class=\"underline-a lg:text-22 text-19\"><p class=\"western\"><span style=\"font-weight: 400;\">Prima di Fenog e Century Group, lo sviluppo della centrale di Okpai e la gestione della Fpso del pozzo Oml 119<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> erano affidate a un altro imprenditore nigeriano-statunitense: Kase Lawal<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. I suoi investimenti a Okpai risalgono alla prima fase del progetto, nel 2010, mentre la gestione della Fpso si \u00e8 interrotta a causa della bancarotta della societ\u00e0 che la gestiva. I problemi di quest\u2019ultima, per altro, erano <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">cominciati a seguito di un contenzioso aperto da Eni dopo la cessione dei diritti estrattivi di altri due pozzi, nel 2012<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Kase Lawal \u00e8 uno dei \u201cfinti cospiratori\u201d contro Claudio Descalzi. Lawal sarebbe stato in contatto con un socio di Amara<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> per un traffico di pietre preziose che sarebbe dovuto avvenire a Siracusa. Una storia falsa, ma verosimile, dati i precedenti di Lawal<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">: nel 2012 \u00e8 stato coinvolto in un traffico di pietre preziose<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> tra Repubblica Democratica del Congo, Kenya e Stati Uniti, insieme all\u2019ex giocatore dell\u2019Nba Dikembe Mutombo, proprio nativo della Rdc. Lawal sarebbe stato a conoscenza del fatto che a beneficiare dell\u2019acquisto dei diamanti sarebbe stato Bosco Ntaganda<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, guerrigliero congolese sotto sanzioni Onu<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. Proprio il gruppo di esperti delle Nazioni Uniti sul Rdc \u00e8 stato il primo a individuare questo caso, per cui Lawal e le sue societ\u00e0 nel 2016 sono stati condannati a risarcire una societ\u00e0 di noleggio aerei a cui \u00e8 stato sequestrato il velivolo perch\u00e9 impiegato in questo traffico<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\nKase Lawal \u00e8 stato un personaggio molto influente prima di questa fase discendente. \u00c8 stato consulente dell\u2019amministrazione Obama nel 2010, molto amico di Jacob Zuma in Sudafrica e ha in gestione importanti licenze petrolifere anche in altri Paesi dell\u2019Africa occidentale. Diverse inchieste giornalistiche legano la sua scesa al periodo in cui al potere in Nigeria c\u2019era il predecessore di Goodluck Jonathan, Umar Yar\u2019adua, deceduto nel 2010. Accostato alla figura di Yar\u2019Adua c\u2019\u00e8 un altro \u201cfinto cospiratore\u201d: <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1_S2zKy029DR4blCFNcyEcDWNcGAxjkYBIX1RSdGKUSw\/edit?usp=sharing\">Gabriele Volpi.<\/a> Il cerchio si chiude.<\/span><\/p>\n<\/div>\n    <\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":0,"template":"","class_list":["post-147","storie","type-storie","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/storie\/147","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/storie"}],"about":[{"href":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/storie"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/opl245papers.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}